Liliana Mereu - Specialista in ostetricia e ginecologia

Liliana Mereu - Specialista in Ostetricia e Ginecologia

info@lilianamereu.it   0462 903198   0461 903246

Dott.ssa
Liliana Mereu

La dott.ssa Liliana Mereu da anni opera in qualità di specialista in ginecologia ed ostetricia

Prolasso utero-vaginale

Liliana Mereu - Specialista in ostetricia e ginecologia

Prolasso significa discesa, abbassamento.
Il termine prolasso genitale indica la discesa dell’utero, ma spesso anche della vescica e del retto, che possono affacciarsi all’esterno della vagina, e talvolta anche fuoriuscire completamente.

Cosa lo produce?
Essenzialmente danni ai tessuti di sostegno degli organi genitali che si originano durante il parto.
E’ comunque implicata anche una certa debolezza congenita di queste strutture fibrose di sostegno.
L’obesità, la stipsi e la tosse cronica, il diabete, sono riconosciuti come fattori peggiorativi.

I sintomi.
Possono essere a vario grado presenti:
senso di peso o dolore pelvico
mal di schiena
sanguinamento
corpo carnoso che protrude dalla vagina

I gradi del prolasso.
E’ di solito descritto sinteticamente con un punteggio da 1 (il minimo) a 4 (il massimo dell’abbassa-mento, con l’utero completamente fuoriuscito dalla vagina).

Può migliorare con il tempo?
No. Può rimanere stabile o, più frequentemente, peggiorare.

E necessario fare esami specifici prima dell’intervento per prolasso?
E’ veramente utile l’esecuzione dei test urodinamici, esami che, in una singola seduta, definiscono la possibilità di correggere l’incontinenza urinaria, se presente, o la probabilità che questa compaia dopo l’intervento, se assente.

Il prolasso genitale produce l’incontinenza urinaria?
No, anche se talvolta prolasso e fughe di urina sono associati.

E’ necessario operarsi?
Quando il prolasso determina una discreta diminuzione della qualità di vita, specie se associato ad incontinenza urinaria.

In cosa consiste l’intervento chirurgico?
Ne esistono svariati tipi, a seconda del tipo di prolasso e della necessità di conservare l’utero per preservare la fertilità.
L’intervento standard prevede la colpoisterectomia (rimozione dell’utero attraverso la vagina) e la plastica vescicale e rettale (apposizione di appositi punti di riposizionamento e sostegno per vagina, vescica e retto). In casi selezionati può essere indicata una chirurgia protesica con il posizionamento di benderelle di materiale eterologo, in questo caso l’intervento può essere condotto con l’ausilio di piccoli accessi laparoscopici addominali.

 

LEGGI TUTTE LE PATOLOGIE

Liliana Mereu - Specialista in ostetricia e ginecologia